Recensione critica di Giorgio BARASSI sulla rivista Art&rtA edita da Accainarte di Roma_pagina 1

Recensione critica di Giorgio BARASSI sulla rivista Art&rtA edita da Accainarte di Roma_pagina 2

Recensione critica di Giorgio BARASSI sulla rivista Art&rtA edita da Accainarte di Roma_pagina 3

CENNI DI RECENSIONI CRITICHE DAL 1976 AL 2021

Negli anni recenti dal 2019 e sino ad oggi (2022),viene inserito nel gruppo di artisti di Laboratorio AccA e presentato ogni domenica sul canale 133 di Arte Investimenti di Gabriele BONI; la trasmissione viene condotta da Giorgio BARASSI  e Roberto SPARACI.

STRALCI CRITICI:

...ha ottenuto lusinghieri consensi di critica e di pubblico e vanta un'intensa attività , che ha come tema fondamentale il ricordo della sua terra, ricordo che può trasformarsi in speranza o in racconto idilliaco del passato. La forza cromatica ed espressiva dei suoi quadri lo colloca in una posizione autonoma... (Delitala: da La nuova Sardegna...19 agosto 1976) ...si direbbe che la forza, la vigoria della famiglia, trovi il suo ambiente più favorevole in questa isola i cui abitanti uniscono la forza del carattere alla delicatezza dei sentimenti... (Spinardi: da la Gazzetta del popolo...dicembre 1976) ...Ci sono naturalmente i suoi personaggi, articolati e mossi nel senso di una commedia umana. Conservano tutti caratteristiche ben determinate, ed anche situazioni, quelle della sua terra... (Oberti: Torino Arte...gennaio 1977) ...esiste nelle opere di Piero Masia una religiosa ansietà di raccontare un'esistenza che sta ancora nella sua memoria e che non muta con il volgere dei tempi, non tanto per la volontà dei protagonisti quanto per le esigenze ed i modi che sono sempre i medesimi... (Bottino: Corriere dell'Arte.. marzo 1978) ...si avverte in questo suo mondo un desiderio di esprimere sensazioni emergenti dall'osservazione degli antichi borghi con chiese e campanili svettanti, con gli anziani del paese che trascorrono le giornate nell'attesa, nella luce accecante del sole. (Mistrangelo: Stampa Sera...18 dicembre 1984); 
... ma il momento delle emozioni più forti, della sorpresa più genuina, arriva quando scopriamo quanto forti e importanti sono i legami di Masia con il mondo rurale della sua infanzia e quanto profondamente le sue radici affondino in quella Sardegna, che tante volte ha raffigurato nelle sue opere... (Bucci: Corriere di Torino e Provincia...15 dicembre 1989) ...sono ricerche nelle quali Masia afferma la sua eco liberatrice nell'apporto poetico di un colore mai invadente. Tant'è che proprio con la determinazione poetica del colore le immagini evocano un'atmosfera di sogno: Soggetti catalizzatori di una comunicazione moderna e liberatoria sia nei tracciati, sia nelle tonalità... (Oberti: Corriere dell'Arte... 28 novembre 1998) Con linguaggio artistico asciutto, vivo e palpitante, intimamente connesso al vissuto contemporaneo, Piero Masia rifluisce all'antica e salvifica tradizione culturale della nostra terra, laddove cioè, il vecchio e l'albero suggellano l'idillio immortale in cui primeggia la valenza estetica del pittore autentico che con mano sicura e tratto geniale, esalta l'attimo fugace dell'invenzione, sublimando note poetiche intrise di significazione esistenziale. (Aldo Albani) 
...Non è facile, per Piero Masia sottrarsi al fascino del paesaggio, delle persone, dei colori della sua Sardegna; la sua pittura passa dal più tradizionale modo figurativo alla ricerca della scomposizione, frammentazione e accostamenti cromatici, le figure appaiono quasi abbandonate ma al tempo stesso in primo, anzi in primissimo piano. 
L’interpretazione del figurativo, nel suo nuovo ed ultimo momento pittorico si realizza in un qualcosa originalmente soggettivo, ma anche compiutamente concreto...(Marco Bertello da Piemontenews) 
...la solitudine umana riconosciuta è vissuta come un’ottimale dimensione di contemplazione oblativa del “Sé” e dell’immanente che non sovrasta l’individuo, ma lo rende pago dell’esistenza; cosmicamente a “casa” , riscaldato dai raggi di sospesi soli o lune che si stagliano silenti in ascetica presenza. 
Paradossalmente i visi, privati d’espressione, acquistano entità corporea quietamente marcate. 
Definendo il gesto, con energica carica emozionale, l’autore enfatizza la straordinaria forza delle figure incastrate in tasselli curvilinei, falsamente scomposti, al fine d’ avvalorare l’assoluto vigore dell’unità espressiva….(Felicita Magista')

Il suo operato artistico è stato recensito su diversi giornali e dizionari artistici tra cui: Annuario Comanducci, Il Quadrato, Arte Base, Arte di Mondadori, Arte Italiana per il Mondo, Anni 60 e 70 dell'Arte Italiana, Arte Visione, Guida al Collezionismo, La Stampa, Stampa Sera, La Gazzetta del Popolo, Torino Arte, La Nuova Sardegna, Rivista Art&rta, Annuari Artisti Contemporanei editi da Acca in Arte, etc. E’ presente sui maggiori social network

 

Il primo critico d'arte che ho incontrato nella mia carriera artistica è stato il prof. accad. CATELLO Nastro, fondatore della Società Artistica CENTROPARETE a Torino. Il professore, negli anni '70 si trasferisce ad Agropoli, dove tutt'ora si dedica con passione all'Arte ed all'Antiquariato. Per contatti: candidus@osp.it

 

Ho avuto modo di conoscere un altro critico alla famiglia artistica CENTROPARETE: Giovanni LO CURTO, figura eccentrica e dalle mille risorse, egli infatti, oltre ad essere da sempre un ottimo artista, incisore, grafico, musicista, poeta, è anche un critico ed esperto d'arte. Ha collaborato con molte riviste specializzate; ha presenziato più volte, in qualità di esperto d'arte, a diversi concorsi di pittura; attualmente vive ed opera a Roma. 
Per contatti: locurtogiovanni@virgilio.it

 

Altro critico d'arte conosciuto nei miei primi approcci con il mondo artistico torinese, nel lontano 1974, è stato il bravo critico d'arte prof. Giuseppe NASILLO, scrittore e direttore di una rivista d'arte molto seguita all'epoca

 

Sempre negli anni '70 - 80, infervorato dalla passione per l'Arte sia come pittore che come organizzatore di mostre in ambito del Circolo Artistico Il Pennellaccio di Torino, ho contattato a più riprese altri critici d'arte della Città taurinense, tra i quali mi piace ricordare i compianti Luigi CARLUCCIO, già direttore delle Biennale di Venezia, Marziano BERNARDI, valente critico de La Stampa; inoltre voglio ricordare i critici che in qualche modo hanno scritto per me o per il Pennellaccio: DRAGONE e MISTRANGELO de La Stampa, BOTTINO de Il Corriere dell'ARTE, SPINARDI de La Gazzetta del Popolo, OBERTI di Torino Arte, ALBANI, BUCCI, DELITALA de La Nuova Sardegna, BORIO.

Negli anni recenti dal 2019 viene inserito sino ad oggi nel gruppo di Laboratorio AccA e presentato ogni domenica sul canale 133 di Arte Investimenti di Gabriele BONI; la trasmissione viene condotta da Giorgio BARASSI  e Roberto SPARACI.

 

Piero MASIA su Copertina Rivista Art&rtA edita da Acca internatiopnal di marzo 2022

Piero MASIA interno Rivista Art&rtA edita da Acca internatiopnal di marzo 2022 con critica Giorgio BARASSI

Piero MASIA interno Rivista Art&rtA edita da Acca internatiopnal di marzo 2022 con critica Giorgio BARASSI

Piero MASIA interno Rivista Art&rtA edita da Acca internatiopnal di marzo 2022 con critica Giorgio BARASSI

Piero MASIA interno Rivista Art&rtA edita da Acca internatiopnal di marzo 2022

Piero MASIA su seconda pagina di copertina Acca in arte marzo 2022

Piero MASIA su rivista Art&rtA edita da Acca International di ROMA

Piero MASIA su Annuario d Arte Moderna artisti contemporanei edito da Acca International di ROMA

MASIA su annuario 2021_ed AccA International di Roma

Annuario Arte Moderna 2020_Artisti Contemporanei_Edizioni ACCA Internationa di Roma

Recensione di Giorgio BARASSI di Arte Investimenti: 25 novembre 2020

Quello che colpisce di  Piero Masia è la sua naturale propensione a misurarsi con pratiche soatanzialmente difficili per un pittore. Anima libera da sempre, Piero non limita il tiro della sua scelta a questo o a quel genere. Usa le sue doti di osservatore per raccontare e sperimentare, sia che si tratti di Pittura avvicinabile alla astrazione geometrica o alla figurazione. E, sebbene quella vecchia antinomìa sia superata, i colori e il sentimento sono immutati, sanno di mare e di terra, raccontano storie della sua Sardegna. Storie familiari, adolescenziali, di un mondo passato e bellissimo. Dopotutto Piero è un musicista. Batterista, per l'esattezza. E allora giustifica il tutto pensando, a ben ragione, di misurarsi con tutti i ritmi e gli esercizi. E ci riesce benissimo. Piero Masia è un artista di Laboratorio AccA. (Giorgio BARASSI)

 

Altri stralci critici dal 1976 in poi

ha ottenuto lusinghieri consensi di critica e di pubblico e vanta un'intensa attività , che ha come tema fondamentale il ricordo della sua terra, ricordo che può trasformarsi in speranza o in racconto idilliaco del passato. La forza cromatica ed espressiva dei suoi quadri lo colloca in una posizione autonoma... (Delitala: da La nuova Sardegna...19 agosto 1976) ...si direbbe che la forza, la vigoria della famiglia, trovi il suo ambiente più favorevole in questa isola i cui abitanti uniscono la forza del carattere alla delicatezza dei sentimenti... (Spinardi: da la Gazzetta del popolo...dicembre 1976) ...Ci sono naturalmente i suoi personaggi, articolati e mossi nel senso di una commedia umana. Conservano tutti caratteristiche ben determinate, ed anche situazioni, quelle della sua terra... (Oberti: Torino Arte...gennaio 1977) ...esiste nelle opere di Piero Masia una religiosa ansietà di raccontare un'esistenza che sta ancora nella sua memoria e che non muta con il volgere dei tempi, non tanto per la volontà dei protagonisti quanto per le esigenze ed i modi che sono sempre i medesimi... (Bottino: Corriere dell'Arte.. marzo 1978) ...si avverte in questo suo mondo un desiderio di esprimere sensazioni emergenti dall'osservazione degli antichi borghi con chiese e campanili svettanti, con gli anziani del paese che trascorrono le giornate nell'attesa, nella luce accecante del sole. (Mistrangelo: Stampa Sera...18 dicembre 1984); <br>... ma il momento delle emozioni più forti, della sorpresa più genuina, arriva quando scopriamo quanto forti e importanti sono i legami di Masia con il mondo rurale della sua infanzia e quanto profondamente le sue radici affondino in quella Sardegna, che tante volte ha raffigurato nelle sue opere... (Bucci: Corriere di Torino e Provincia...15 dicembre 1989) ...sono ricerche nelle quali Masia afferma la sua eco liberatrice nell'apporto poetico di un colore mai invadente. Tant'è che proprio con la determinazione poetica del colore le immagini evocano un'atmosfera di sogno: Soggetti catalizzatori di una comunicazione moderna e liberatoria sia nei tracciati, sia nelle tonalità... (Oberti: Corriere dell'Arte... 28 novembre 1998) Con linguaggio artistico asciutto, vivo e palpitante, intimamente connesso al vissuto contemporaneo, Piero Masia rifluisce all'antica e salvifica tradizione culturale della nostra terra, laddove cioè, il vecchio e l'albero suggellano l'idillio immortale in cui primeggia la valenza estetica del pittore autentico che con mano sicura e tratto geniale, esalta l'attimo fugace dell'invenzione, sublimando note poetiche intrise di significazione esistenziale. (Aldo Albani)...Non è facile, per Piero Masia sottrarsi al fascino del paesaggio, delle persone, dei colori della sua Sardegna; la sua pittura passa dal più tradizionale modo figurativo alla ricerca della scomposizione, frammentazione e accostamenti cromatici, le figure appaiono quasi abbandonate ma al tempo stesso in primo, anzi in primissimo piano. L’interpretazione del figurativo, nel suo nuovo ed ultimo momento pittorico si realizza in un qualcosa originalmente soggettivo, ma anche compiutamente concreto...(Marco Bertello da Piemontenews)...la solitudine umana riconosciuta è vissuta come un’ottimale dimensione di contemplazione oblativa del “Sé” e dell’immanente che non sovrasta l’individuo, ma lo rende pago dell’esistenza; cosmicamente a “casa” , riscaldato dai raggi di sospesi soli o lune che si stagliano silenti in ascetica presenza. Paradossalmente i visi, privati d’espressione, acquistano entità corporea quietamente marcate. Definendo il gesto, con energica carica emozionale, l’autore enfatizza la straordinaria forza delle figure incastrate in tasselli curvilinei, falsamente scomposti, al fine d’ avvalorare l’assoluto vigore dell’unità espressiva….(Felicita Magistà)